22/03/11

DOPO LA FALLARA CHI ALTRO INGHIOTTIRA' QUEL BUCO NERO DI PALAZZO SAN GIORGIO?


Reggio durante una delle notti bianche degli anni scorsi
 Potrà sembrare strano, ma è proprio così. Il clima che si respira in questi giorni, attorno ai palazzi del potere cittadino, dentro quello che è intitolato al patrono San Giorgio, mi ricorda i giorni della Tangentopoli, delle monetine scagliate contro l'auto di Craxi, delle manette che scattavano in continuazione, del folto gruppo di "nani e ballerine" che scompariva, si squagliava come neve al sole, un'era chiudeva precipitosamente i battenti.
A meno di due mesi dalle elezioni che dovrebbero portare al rinnovo della classe dirigente comunale, ma tutti sanno che non sarà così, il caso dell'assurda morte di Orsola Fallara, la "maga" dei bilanci durante il regno di Giuseppe Scopelliti, continua a tenere ben desta l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica che ancora non s'è ripresa dallo sconcerto per la conclusione tragica della vicenda.
Dentro quello che, solo qualche anno fa, qualcuno non esitò a definire il palazzo più sporco della città, s'è aperto un cratere, un buco nero nel quale, dopo la Fallara, rischiano di finire altri personaggi che non potevano non sapere e che, dietro una sorta d'immunità che ognuno si chiede da dove e da chi venga garantita, continuano a muovere le fila della politica, indicando candidati, "condannando" i nemici o presunti tali, tenendo ben saldi i piedi in due staffe, circondati da una corte di personaggi sui quali qualcosa da dire ci sarebbe, ma con un'inchiesta della magistratura in corso, senso di responsabilità vuole che non si aggiunga altro.
La foto che ho messo a corredo di questa modesta riflessione è tratta da un servizio di Marco Oteri, una visione notturna di Reggio, dei tempi delle notti bianche, delle sfilate costosissime di attricette scosciate, tronisti, sotto la regia d'un personaggio che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere, dopo che è scoppiato lo scandalo delle cosiddette "notti di Arcore", e cioè l'ineffabile ex parrucchiere Lele Mora, aspirante a un seggio in Parlamento.
La Fallara, e certamente non a sua insaputa, le mani su questa sfortunata città era riuscita a metterle, assieme a quelle altrettanto rapaci dei suoi compagni di cordata, dei politici "padroni" dei partiti, dei professionisti del voltagabbana, gente che, dalla sera alla mattina, fa il salto da destra a sinistra, passando per il centro, a vederli, purtroppo spesso, sugli schermi di emittenti locali, viene un senso di nausea.
La gente ci chiede perchè c'è tanta paura di indagare su come è stata amministrata Reggio, di "leggere" seriamente il bilancio d'un Comune che viene definito addirittura virtuoso, ma che non riesce a far fronte neppure a minime incombenze finanziarie.
Certamente, Orsola Fallara s'è portata nella tomba tanti segreti, s'è sacrificata per salvare chi, proteggendola,  aveva consentito a lei di guadagnare tanti soldi pubblici, ma anche di ottenere il consenso popolare a suon di migliaia di voti. L'arroganza del potere, le gigantografie, lo spazio smisurato anche a dichiarazioni che non sanno di niente, tutto ciò può non bastare se la verità, che cammina con i suoi piedi, verrà cercata e trovata e, in quel buco nero, finiranno in tanti.

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